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 Pubblicata il 12/05/2014

Ristrutturare una casa può significare procedere con lavori di recupero di costruzioni scadenti perchè mal costruite o perchè, obiettivamente, solamente vecchie. Spesso tali edifici hanno fondazioni e vespai insufficienti con evidenti problemi di umidità risalente dal terreno. Infiltrazioni d'acqua dal tetto, muffe, spifferi, umidità etc. sono i segnali più evidenti di una costruzione inadeguata.
Inoltre la tipologia della tipica villetta costruita negli anni '60 o '70 è tale da presentare spazi mal sfruttati e vani mal distribuiti.
Considerando poi che l'entrata in vigore della normativa "sismica" sulle strutture rende complicato anche il semplice abbattimento di un tratto di nuratura portante, se ne evince che ristrutturare può essere economicamente svantaggioso, anche in ottica di investimento economico.

Con l'entrata in vigore della Legge 98/2013 di conversione del cosiddetto Decreto del Fare, anche gli interventi di demolizione e ricostruzione, senza obbligo del mantenimento della sagoma, rientrano nei lavori che possono usufruire dei benefici fiscali previsti in materia di edilizia.
Secondo tale norma, infatti, "nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia, sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente" senza che sia necessario ricostruire l'immobile con la stessa sagoma.

Ricostruire quindi significa realizzare un nuovo edificio utilizzando, per esempio, i principi della bioedilizia, realizzando un'abitazione più razionale sia negli spazi che nell'uso dei materiali e (perchè no?) esteticamente di proprio gusto, usufruendo di tutte le agevolazioni in materia fiscale (I.V.A. ridotta, ecobonus del 65%, detrazione del 50%)